Abbiamo intervistato i Punkreas e ci hanno detto che...

Abbiamo intervistato i Punkreas e ci hanno detto che...

“Con questo disco abbiamo semplicemente cambiato marcia e l'abbiamo fatto ripartendo da quello che, in fin dei conti, è sempre stato il nostro lato migliore: il lato ruvido”. (Punkreas)

Che lo si voglia o meno i Punkreas sono e saranno uno dei gruppi più rappresentativi di sempre del punk nostrano.

Alcuni ascoltavano "Pelle" sull'autobus mentre andavano a scuola, altri li hanno criticati per la distribuzione con una major, poi c'è chi li ha visti 35 volte live e chi dice che siano bolliti da anni. A differenza della maggior parte delle band i Punkreas fanno sempre rumore in un modo o nell'altro e a prescindere da quella che sia l'opinione che si ha, è innegabile che la loro musica abbia attraversato brillantemente almeno due generazioni...


Nella comunicazione legata al vostro nuovo album “Il Lato Ruvido” si nota una volontà piuttosto esplicita di sottolineare un ritorno al passato della vostra musica.

A cosa è dovuto questo ritorno? Pensate che nei vostri ultimi album mancasse qualcosa in particolare dei vecchi Punkreas?

E’ un po’ una questione fisiologica in gruppi come il nostro, incominci con sonorità grezze, affini un po’ la tecnica, dai spazio a sperimentazioni d’ogni genere per poi, col passare degli anni, scoprire che il lato ruvido che c’è in te è quello che vuoi far ascoltare a tutti.



L'album vostro che ho apprezzato di più è Pelle. Ero un ragazzino di 17 anni e il batterista del mio gruppo era in fissa totale con quel disco e me l'ha fatto imparare a memoria.

Quell'album vi ha permesso di entrare nella testa di un sacco di ragazzini, ma allo stesso tempo fu oggetto di accese critiche per la distribuzione di una major (Universal).

Col senno di poi, che effetti positivi e negativi ha avuto sulla vostra carriera quell'album?

Siete stati estromessi da alcuni contesti in seguito a quella scelta?

Conviviamo con una piccolissima parte di critici, moralisti, musicisti mancati o falliti da circa 28 anni. Quelli che, se ti distribuisce il disco Universal sei un venduto, ma ripeto una piccolissima parte che non ha minimamente impedito che Pelle e Falso fossero i due cd che la gente apprezza in maniera particolare.


Dove fate le prove? Avete una vostra sala prove storica?

Passano i decenni e siamo rimasti a provare sempre nella zona parabiaghese. La prima storica saletta fu il garage di mio padre che abbandonammo per la comparizione di una crepa che arrivava dalla base al tetto. Troppe vibrazioni? ;-)



Nella title track “Il Lato ruvido” dite: “Accendere la radio perché è libera ma è libera veramente e poi mi trovo sempre ad ascoltare un cantante con le sue angosce e il suo pensiero latente, il male di vivere, l'uso pacato dei toni... il sangue bolle e ribolle, non lo sento da tempo dov'è?”

Penso sia oggettivo che i Punkreas non si siano mai tirati indietro dall'affrontare tematiche difficili esprimendo la propria posizione in modo netto sulle dinamiche del mondo.

Perché secondo voi questa pratica è sempre meno diffusa tra le band italiane definite alternative?

Penso sia una personale questione di scelte, attitudini e credibilità, almeno nel nostro caso, poi a ognuno la propria scelta.


Qual'è il vostro pezzo più divertente da suonare dal vivo? Perché?

A grande maggioranza è “il vicino”. Unisce tutti nel testo e fa ballare tutti con la musica.


Non me ne vogliate ma l'uscita di Flaco dalla band ha fatto parlare e “non parlare” parecchio. Mi rendo conto che siano fondamentalmente cazzi vostri, e quindi non vi chiederò come è andata. Però siccome spesso alle band capita di vivere momenti difficili per incompatibilità interne, chiedo a voi che siete musicisti navigati quali sono le cose da evitare per far durare un gruppo e la sua vena creativa il più a lungo possibile...

Come diceva il famoso poeta Aldo Biscardi : “Quando una cosa deve andare, va. Sennò non andasse più”


Per chiudere, ditemi il nome di una band italiana attuale che vi piace...

Personalmente ci capita di dividere qualche volta i palchi dei festival con gruppi come Ministri, Teatro degli orrori ecc. e mi pare proprio che abbiano un grande talento, poi mi ritrovo a suonare coi Derozer e i Water Tower e mi rivedo sopraffatto dal mio lato ruvido.

Grazie, ciao!