Gioia e Rivoluzione Ep.2 - Il Punk in Italia (1977-1978)

Gioia e Rivoluzione Ep.2 - Il Punk in Italia (1977-1978)

All'inizio fu “Odeon. Tutto quanto fa spettacolo”, rotocalco del Tg2” su RAI 2. Un servizio da Londra di Raffaele Andreassi trasmesso il 4 ottobre del 1977 aprì la prima porta sul punk in Italia.

Vi apparivano Ultravox, Sex Pistols, Metro, Slits, Eater, Boys, Johnny Thunders e gli Heartbreakers, si ascoltavano i Clash, si vedevano varie immagini di quello che stava accadendo a Londra in quel momento e rivelò ai giovani nostrani che esisteva una realtà così sconvolgente, nuova e fresca.

Di punk se ne parlerà anche nel novembre 1978 in un documentario tv di Luigi Comencini che intervista un gruppo di ragazzi di Figline Valdarno (ma che palesano e ammettono che del punk amano solo qualche improbabile aspetto estetico) mentre meglio faceva la radio di stato che, nonostante le strette di censure e supervisioni di rigidi funzionari, aveva già trasmesso Patti Smith, Clash, Sex Pistols, Siouxsie, Costello.


Il 28 gennaio 1978 nella trasmissione “A scatola aperta” il giornalista Angelo Campanella aveva confezionato il servizio “Il ragazzo dai capelli rossi” con intervista a Johnny Rotten, al dj del Roxy Don Letts, stretto collaboratore dei Clash, Jimmy Pursey degli Sham 69, Steve Strange (futuro leader dei Visage).

Nel 1976 era stata dato il via libera alle radio private che incominciarono a proliferare anarchicamente ovunque e all'interno delle quali non mancarono giovani pionieri che iniziarono a spacciare il nuovo verbo punk con trasmissioni più o meno strutturate (il sottoscritto nel 1978 nella minuscola Studio Delta piacentina era solito passare Skiantos, Sex Pistols, Clash, Devo, Damned, Stooges, Patti Smith etc).

Red Ronnie è uno dei primi a trasmettere punk e affini dalle onde di Radio Alice a Bologna.

Ma nel frattempo la carta stampata non era rimasta a guardare.

Nelle riviste specializzate come “Ciao 2001” o “Popster” o nei giornali istituzionali come “Espresso” o “Epoca” non erano mancati servizi più o meno approfonditi (purtroppo raramente precisi, in genere moto superficiali e generalisti - basti ricordare il singolo dei Dire Straits “Sultans of swing” inserito in uno speciale punk/new wave nel 1978 ! - spesso sensazionalisti) sul nuovo fenomeno inglese (non raramente accostato a presunte derive destroidi – la svastica di Sid Vicious etc etc -), trascurando puntualmente l'aspetto artistico e insistendo soprattutto su quello estetico e di costume.

I primi nomi ad affiancarsi al punk sono, seguendo il trend di cui sopra, in chiave speculativa: da quelli creati a tavolino come Aedi e Incesti che incidono due 45 giri assolutamente innocui e inconsistenti a brani in chiave canzonatoria e irridente (vedi “Pus” di Andrea Mingardi, addirittura Il Leone di Lernia, fino all'apparizione Sanremese di Anna Oxa nel 1978 con una estetica vagamente punk ma un brano di classica musica leggera).

Chi invece è al passo con i tempi, in modo creativo e decisamente avanguardistico, sono i Chrisma di Maurizio Arcieri (ex star del beat con i New Dada) e la moglie Cristina Moser che con l'album “Chinese Restaurant” alla fine del 1977 suonano come Ultravox!, il Bowie “berlinese”, assorbendo le migliori cose del kraut rock alla Neu! e vestono un look veramente punk/new wave.

A Milano un giovane Ivan Cattaneo stampa la fanzine “Dudu” in cui porta lo stile del punk e alcune prime informazioni mentre di ben altra pasta è “Teenage Lobotomy” stampata dal febbraio 1978, per sette numeri, da una futura firma d'eccellenza del giornalismo italiano come Claudio Sorge e in cui si parla esplicitamente e dettagliatamente di punk e gruppi correlati.

A Bologna gli Skiantos incidono nel 1977 le prima cassetta “Inascoltabile” con la Harpo's Bazar, l'etichetta di Oderso Rubini (futura anima dell'Italian Records).


E sempre nel capoluogo emiliano, nello stesso anno, poco prima di cambiare nome in Gaznevada, il Centro d'Urlo Metropolitano incide “Mamma dammi la benza”.

Da Milano arrivano i Decibel di Enrico Ruggeri con sonorità tra hard e punk a caratterizzare l'album d'esordio chiamato significativamente “Punk”, del gennaio 1978.



Da Roma gli Elettroshock con “Asylum”
(anche se ai limiti del concetto di punk) del 1978 e da Torino i Rancid X con “Voices” (influenzato da Lou Reed e da un hard rock energico) completano la sparuta scena discografica.

Da sottolineare come tutte queste prime incisioni discografiche siano stampate da major (non esistendo ancora il concetto di autoproduzione) con l'evidente intento di cercare di sfruttare la nuova tendenza, seppure in modo del tutto confuso.

Nell'insospettabile Pordenone nascono i germi di quella scena che diverrà il cosiddetto “Great Complotto” con due band punk situazioniste come Tampax e Hitler SS.

Ma anche nel resto d'Italia, soprattutto nella profonda provincia, spuntano, timidi e veramente sotterranei, estemporanei tentativi di portare il punk anche dalle nostre parti (tra cui i Trash Overdose del sottoscritto che già nel 1978 si dilettano in cover di Ramones e Sex Pistols prima di convergere in Chelsea Hotel e Not Moving).

Il tutto si scontra con un ambiente musicale e sociale fortemente politicizzato all'interno del quale è veramente difficile muovere e introdurre un certo tipo di istanze sonore ed estetiche.

Mancano soprattutto i luoghi in cui suonare e i mezzi con cui comunicare.

Si suona in teatri o cinema, al massimo in qualche spazio concesso dalle discoteche in giorni “morti” della settimana oppure nelle sale parrocchiali.

Nella stagione estiva ci sono le feste di partito (in particolare quelle dell' Unità, più aperte al rock e alla sperimentazione), non esiste ancora il concetto di pub o locale per piccoli concerti.

Non ci sono sale prove, ci si arrangia nelle cantine, la strumentazione e l'impiantistica live è il più delle volte di scarsa qualità.

La stampa è istituzionale o genericamente legata, quella specializzata, al rock più classico e tradizionale.

Pur in questo deserto ostile anche da noi punk e new wave fioriranno tra realtà slegate tra loro, tentativi isolati e autarchici, sporadiche uscite di fanzines, rarissimi gruppi.


Cosa ascoltare:
Skiantos - "Monotono"
Decibel - "Punk"
Chrisma - "Lola"