A Cesena l'emo ha un suono diverso - Intervista ai Marcovaldo

A Cesena l'emo ha un suono diverso - Intervista ai Marcovaldo

In questi giorni di grande fermento sul sito, passiamo ore ad ascoltare i nuovi gruppi e artisti curiosando tra le ultime pagine attive, per vedere cosa si muove nelle diverse città.


Proprio guardando queste ultime sono stato attratto dai Marcovaldo, che a febbraio hanno pubblicato il loro secondo EP dal titolo "Ripetizioni". Attirato un po' dal nome e dalla curiosità ho ascoltato rimanendo subito colpito dalla loro forza comunicativa. Un disco breve e diretto, con testi curati ed efficaci, che si muove in quel mondo screamo/emo che è sempre molto battuto sul suolo italiano, ma che periodicamente riesce poi a tirare fuori band molto valide. Per approfondire la conoscenza di questo gruppo ho deciso di fargli qualche domanda, per capire meglio da dove arriva la loro musica.


Come quasi tutti in Italia, immagino che la musica non sia la vostra unica attività, cosa fate nella vita oltre a suonare? E quanto tempo dedicate alla band?
Sì dici bene, non siamo dei musicisti. Siamo principalmente studenti universitari: Asia Pirini (basso) studia filosofia a Bologna, Thomas Canna (batteria) studia al CPM di Milano, io (Luca Tellurio, chitarra e voci) sto frequentando il biennio specialistico all’ ISIA di Urbino, Alessandro Straccia (chitarra) ha un ufficio per pratiche auto e infine Luca Zamagna (voce) lavora nel proprio ristorante. A parte me e Thomas che siamo entrambi di Miramare ,(un piccolo quartiere di Rimini) siamo tutti un po' sparsi: Alessandro è di Cattolica, Asia di Cesena e Zama di Viserba. Il tempo dedicato alla band cambia spesso, in relazione ai diversi impegni lavorativi e di studio. Ci sono stati momenti più intensi dove, nonostante problemi logistici, riuscivamo a provare costantemente una volta a settimana mentre, l’ultimo periodo è stato di stop in quanto io non sono riuscito a presenziare per alcune date fuori porta a causa della laurea triennale, mentre Straccia è momentaneamente impegnato per alcune date con i Cosmetic.

Rispetto al vostro primo disco, Ripetizioni è molto più compatto e molto più focalizzato (com’è naturale che sia), vi siete spostati da uno stile un po’ più post-rock parlato, con molte parti strumentali e dilatate a uno screamo molto tirato, urlato e d’impatto. Come siete arrivati a questo punto, avete deciso per un cambio netto o è stato il caso?
Il primo ep (se così lo vogliamo chiamare) è stato scritto quando eravamo in due, solamente io e Thomas e questo spiega già diverse cose. Le canzoni sono state concepite in tutt’altro modo e non erano mai state suonate in maniera “completa” se non con una batteria elettronica e una chitarra acustica in cameretta. È stato veramente come una sorta di urgenza (termine ormai sfruttato molto ma secondo me questo è proprio il caso), quello di dar spazio a 3 testi, farli uscire dal computer e suonarli senza tener conto di dover poi esistere effettivamente come gruppo. Alla fine ci siamo trovati davvero bene insieme e ci è piaciuto il risultato, così abbiamo deciso di allargarci a una formazione completa e Ripetizioni è stato il risultato di cinque teste. Le nuove canzoni sono nate in sala prove e sono state pensate per essere suonate live. Questo penso abbia fatto la differenza oltre all'elemento centrale della voce.


La conoscenza di molti elementi permette di avere più consapevolezza di quello che si fa, senza emulare ma cercando di fare qualcosa che potrebbe essere interessante


Che difficoltà avete riscontrato, se ne avete riscontrate, nello scrivere i pezzi del disco nuovo rispetto al primo?
I pezzi sono stati scritti tutti abbastanza velocemente in realtà. Abbiamo approfittato dell’ entusiasmo iniziale e nel giro di un paio di mesi il disco era pronto (anche se poi le canzoni hanno subito varie modifiche in fase di registrazione). La parte più impegnativa è stata scrivere le linee vocali e i testi, a causa dei tempi “storti”, se così si può dire, e degli arpeggi di chitarra con il quale la voce doveva incastrarsi. Abbiamo cercato di mantenere quell’impronta del primo ep che ci era piaciuta e alla quale ci siamo affezionati.


Dove avete registrato e quanto tempo avete dedicato alla realizzazione di questo lavoro?
Abbiamo registrato tutto lo strumentale e alcune seconde voci da Luca Mascia, che ora si è dato da poco un nome: “Punk Rock Studio” (malato cronico per il punk rock). Mentre tutto il lavoro delle voci principali è stata opera di Steve Scanu. Dobbiamo ammettere che tra tutto ci è voluto davvero troppo tempo; più del previsto. Purtroppo non siamo riusciti a organizzarci bene con gli impegni di tutti, anche perché se no il disco sarebbe uscito l’anno scorso .

Noto una certa cura nei testi, che sono una delle cose che colpiscono di più di Ripetizioni, frasi spezzate, domande, disillusione, e Cesena che torna anche qui come nel primo disco. Siete molto legati alle vostre zone?
Si siamo molto legati alle nostre zone, anche se la riviera d’estate è un inferno, meglio d’inverno. L’ habitat perfetto sono le macchinate del venerdì e del sabato sera sulla via Emilia per andare a rotazione negli stessi posti a vedere gli amici che suonano. Ci piacciono gli autogrill, Pantani e abbiamo tutti un accento evidente.

Per una band come voi ci sono opportunità, locali, gente che segue le realtà più piccole, com’è essere una band in Romagna?
Essere una band in romagna è sicuramente un piccolo vantaggio. La scena si fa sentire ed è notevole la quantità di persone che si “sbattono” per organizzare concerti, piccoli festival ecc.. e posti interessati a queste realtà. L’ambiente è molto fertile e forse è proprio anche grazie alle influenze locali che abbiamo iniziato a suonare.

Ora avete anche ben tre etichette che vi sostengono, come vi siete trovati e come le avete trovate?
Tutto è nato quando abbiamo passato l’ep a Karim di Dischi Decenti. Lui si è subito messo in moto per aiutarci a trovare qualche altra etichetta che collaborasse. Tra i vari contatti, i ragazzi di Taxi Driver Records si sono interessati e hanno deciso di supportarci. Infine Dingleberry, la quale avevamo contattato noi, ha deciso di entrare nella famiglia . Siamo molto contenti e soddisfatti del supporto che ci hanno prestato.

L’emo/screamo e fratelli negli ultimi anni è un genere molto battuto in Italia, soprattutto quello cantato in italiano. Nonostante ci sia tanta carne al fuoco e ci siano tante band che un po’ si assomigliano, periodocamente c’è sempre qualcosa che mi colpisce come voi, che viene fuori dal mucchio, che ha un forza comunicativa e anche di rigenerazione che non riscontro in nessun altro genere. Secondo voi qual è il punto di forza di questo tipo di musica e quindi anche di quello che fate voi?
Ti ringraziamo per le parole spese. Ci fa molto piacere essere tra le band che in qualche modo ti hanno colpito. È vero negli ultimi anni il genere screamo/emo e sottogeneri vari stanno contando sempre più band e persone interessate. Questo forse perché le generazioni che adesso sono attive in questo ambiente, una decina di anni fa erano focalizzate su altre cose e non conoscevano o non erano in grado di apprezzare quel particolare tipo di materiale, già in circolazione all'epoca (penso che questo discorso valga per i 3/5 di noi a parte zama e straccia che sono i più grandi). In ogni caso, per quanto ci riguarda, pensiamo sia un tipo di musica a cui ci si approccia spesso solo dopo un percorso di ricerca musicale o comunque legato a certi ambienti, che magari sono più presenti in certe zone piuttosto che in altre (come dicevamo prima in romagna siamo stati fortunati).
Il punto di forza quindi potrebbe essere quel determinato percorso che ti/ci ha portato a quel tipo di sonorità. La conoscenza di molti elementi permette di avere più consapevolezza di quello che si fa, senza emulare ma cercando di fare qualcosa che potrebbe essere interessante, raggiungendo quella rigenerazione di cui parli.
Inoltre parlando anche da ascoltatori, possiamo dire di esserci identificati in maniera molto più immediata grazie ai testi in italiano, mentre magari non avviene lo stesso con l’ascolto di band straniere che colpiscono prima di tutto per l’attitudine e per la musica e solo in un secondo momento ci si focalizza sui testi.



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