La storia di una band, di un'etichetta e di un'attitudine con pochi eguali: Sula Ventrebianco

La storia di una band, di un'etichetta e di un'attitudine con pochi eguali: Sula Ventrebianco

I Sula Ventrebianco sono una band di Napoli formata nel 2007. Nel corso degli ultimi dieci anni hanno suonato praticamente ovunque in Italia, vincendo una discreta quantità di premi della critica.

Di loro ci ha colpito l'incredibile attitudine sia live che in studio. Un lavoro costante su se stessi e sul proprio sound al fianco di Ikebana Records, etichetta partenopea che da anni lavora credendo fortemente nella band con una sintonia che non si trova così di frequente tra band e label.

Ciao ragazzi. Leggendo la vostra biografia e dando un’occhiata approfondita al vostro percorso artistico mi ha colpito, oltre al sound, anche la quantità di lavoro che da anni fate sia in studio che sui palchi di tutta Italia. Quanto tempo più o meno dedicate ogni settimana alla band (prove, organizzazione date…) e come siete organizzati tra voi per quanto riguarda la suddivisione delle mansioni?
Ti ringraziamo per i complimenti sul sound, che è da tempo uno degli aspetti che più curiamo proprio nel lavoro che facciamo in studio. Alla ricerca sonora ed alla produzione artistica dei nostri brani dedichiamo anche 5, in alcuni periodi anche 6 giorni a settimana. Riteniamo sia fondamentale lavorare tutti assieme allo stesso momento, perché in studio, suonando assieme, si crea l'atmosfera giusta per entrare fisicamente nel brano che stai componendo.
Per quanto riguarda il booking e il management delle date se ne occupa invece la nostra etichetta Ikebana Records. L'organizzazione dell'evento è un punto sul quale siamo cresciuti molto. Col tempo anche lo staff tecnico al nostro seguito si è perfezionato e con Claudio Auletta Gambilongo, il nostro fonico live, formiamo un team "sul pezzo" dal punto di vista organizzativo.

Ho letto che avete registrato il vostro ultimo album “Più niente” su nastro. Personalmente l’ho ascoltato su Spotify. Pensate che la crescita della musica digitale in streaming in qualche modo sia un fenomeno che sminuisce un approccio come il vostro al suono? È davvero una necessità dovuta al progresso alla quale si deve adattarsi? Vedete scenari differenti per quanto riguarda i supporti musicali del futuro?
Il progresso non è una necessità, piuttosto crediamo sia una scelta. Noi abbiamo scelto un certo tipo di qualità e, per diffonderla, passiamo attraverso l'uso del progresso.
Nel futuro probabilmente ci saranno solo obesi che godranno della trasposizione olografica del concerto di Sidney del loro gruppo preferito direttamente nella propria stanza a Bacoli... Ciò ci dispiace molto.
Speriamo invece che la gente torni a muovere il proprio deretano per assistere ai live della band che tanto li ha incuriositi nell'ascolto sul social network che andrà in quel momento.

Dove fate le prove?
Abbiamo un nostro studio a Napoli. Ce lo siamo costruiti con le nostre mani. Da un bel po' i lavori per il completamento sono fermi... È pronta praticamente solo la sala in cui si suona. Il tempo, tra pre-produzione, registrazione, live è sempre poco e dunque, probabilmente, resterà incompleto ancora per un bel po'...!

In cosa il vostro ultimo lavoro si differenzia dal primo? Al di là della sempre maggiore ricerca e della maturità cosa cambia nel modo di scrivere canzoni dopo un po’ di anni?
Cambi tu. Dal primo album ad oggi le nostre vite sono cambiate parecchio. Noi probabilmente siamo sempre gli stessi, ma gli eventi hanno reso le nostre vite diverse. Non ci piace parlare di "maturità" di un album, piuttosto di "cambiamento".

Ecco: "Più niente" è diverso dagli altri. È un disco che noi consideriamo più diretto, perché ci abbiamo lavorato con tale attitudine.

Diteci il nome di una band italiana di vostri più o meno coetanei che ogni tanto vi fa pensare “avremmo voluto scrivere noi quella canzone” e perché…
Noi avremmo voluto che i Nirvana fossero stati italiani. E avremmo dunque voluto comporre la loro semisconosciuta canzone, intitolata "Scuola".

Sappiamo che siete molto legati a Ikebana. Fateci un esempio che ci faccia capire in che misura il lavoro di un’etichetta possa incidere positivamente sulla crescita della band.
La crescita e lo sviluppo di un progetto corre di pari passo con gli obiettivi che ci si pone. Tra Sula ed Ikebana c'è sempre stata una grande sinergia, avvenuta grazie ad un costante confronto sui metodi e sui contenuti, con un obiettivo unico: crescere costantemente.
In questo senso Ikebana ha sempre creduto in noi e da ormai 5 anni investe risorse umane ed economiche in tutti gli aspetti della nostra produzione e promozione, lasciando a noi piena libertà creativa ed il solo compito di fare ciò che ci riesce meglio: suonare.
Sinceramente non sappiamo dirvi in Italia, quante etichette lavorano ancora così, che amano e rischiano insieme all'artista.

Per finire vi chiediamo un consiglio. Cosa dovrebbero fare le webzine, le riviste e i siti dedicati alla musica per aiutare davvero la buona musica ad arrivare a sempre più persone?
Crediamo si debba dare un'equa visibilità, indipendentemente dalle mode e dalla notorietà. Sappiamo di essere stati grandi sognatori!

Grazie, ciao!
A voi, ciao!


Prossimi Live
12.05 Magazzini Fermi - Aversa
1.06 Circolo Arci Ohibò - Milano


Su DIYSCO: http://www.diysco.com/profile/sula-ventrebianco/
http://www.ikebanarecords.com/

Foto di Gennaro Cimmino