Antigony Records: "manteneniamo come pilastro la nostra filosofia di “change”: creare qualcosa di nuovo e diverso."

Antigony Records: "manteneniamo come pilastro la nostra filosofia di “change”: creare qualcosa di nuovo e diverso."

Antigony è una realtà solida e per alcuni aspetti anomala nel panorama indipendente italiano. Agenzia booking ed etichetta indipendente, si occupa principalmente di metalcore e post rock, senza però disdegnare altri generi.

Un'identità forte che gli permette di produrre band di livello internazionale e di organizzare un festival (Hear the Change) che in un futuro prossimo potrebbe giocarsela alla pari con eventi come il Dunk! Festival o L'Arctangent.

Abbiamo fatto qualche domanda a Francesco e Alex, i padri di Antigony per farci raccontare la genesi e la filosofia dietro questa realtà.


Come è nata Antigony e qual è lo spirito che sta alla base della filosofia dell’etichetta e dell’agenzia di booking?

[Francesco] Il progetto Antigony è nato ufficialmente nell’estate 2015 da un’idea condivisa tra me Francesco ed il mio collega Alex. Abbiamo deciso di creare Antigony Records (l’etichetta gestita da Alex) e Antigony Agency (l’agenzia di booking gestita da me), spinti dalla forte passione per la musica e l’interesse per tutto ciò che riguarda l’aspetto organizzativo e di supporto alle band, mantenendo come pilastro la nostra filosofia di “change”: creare qualcosa di nuovo e diverso. Grazie alle nostre precedenti esperienze abbiamo deciso sin da subito di dare una forma professionale al progetto, cercando di curare e di fare tutto al meglio. Siamo partiti prima con Agency organizzando un tour in Italia in esclusiva degli inglesi Devil Sold His Soul, per poi proseguire con altre band europee e internazionali (tutte in esclusiva). Fino a promuovere band italiane sia sul nostro territorio che oltre confine. Con Antigony Records invece siam partiti ad inizio 2017 con la nostra prima uscita, nel dettaglio il disco “Tales” dei The Chasing Monster.

Ascoltando i dischi che avete prodotto fino ad ora si nota una netta divisione fra post rock e hardcore/metalcore, è una precisa scelta editoriale mantenere questi due generi ben distinti o siete aperti anche ad altre sfumaure?

[Alex] Noi di Antigony siamo aperti riguardo molti generi e non ci facciamo pregiudizi per quanto riguarda gli ascolti, infatti valutiamo dettagliatamente tutte le proposte che ci vengono fatte quotidianamente. Al momento diciamo che stiamo facendo uscite Post Rock e Metalcore perché sono quelli che più ci appassionano e per rispettare la nostra filosofia, ma nulla ci limiterà in futuro. Non faremo un solo genere in quanto non ci piace essere troppo settorializzati, ma ovviamente controlleremo la nostra scelta editoriale per non diventare un’etichetta difficilmente catalogabile.


Rispetto ad altre etichette non siete molto prolifici, in tre anni avete prodotto “solo” 5 dischi e le prime produzioni le avete rilasciate solo nel 2017, nonostante la vostra bio indichi il 2015 come anno di nascita. Come mai tutto questo tempo?

[Alex] Come detto in precedenza nel 2015 siamo partiti solo con Antigony Agency perché avevamo le proposte che rispecchiavano il livello che volevamo proporre al pubblico. Con Antigony Records invece abbiamo preferito aspettare fino a quando sarebbe arrivato il primo album con cui presentarci al pubblico ed è successo nel 2017 dove abbiamo poi pubblicato 3 album e aggiunto nel roster 5 bands. Come tempistiche preferiamo fare uscite con band che non solo ci “gasano” dal punto di vista musicale ma anche e soprattutto umano, non lavoriamo con le band solo per “fare numero”. Infatti Antigony è sempre stata “qualità e non quantità”.

So che non partecipate a co-produzioni e anche in questo vi differenziate dalla maggior parte (se non tutte) delle piccole etichette italiane. Come mai questa scelta? Cosa non vi piace delle co-produzioni?

[Alex] Assolutamente nulla contro le co-produzioni che sono un’ottima forma di collaborazione, ma all’inizio abbiamo deciso di non farle sia per dare un’identità ad Antigony, che per far crescere il nostro nome e per avere un rapporto diretto con la band. Riteniamo di fondamentale importanza il confronto quotidiano. In passato con un’etichetta Hardcore/Punk in cui lavoravo mi è capitato di fare co-produzioni ma notavo sempre che alla fine “tutti facevano tutto e nessuno faceva niente” per quanto riguarda il lato promozionale del disco (cosa che noi riteniamo molto importante), o comunque alla fine mancava poi alla band una label di riferimento e con cui confrontarsi. Per alcuni aspetti era una semplice “colletta” per la stampa dischi e nulla di più. In futuro comunque restiamo sempre aperti ad eventuali collaborazioni con altri “partners in crime”.

Le vostre produzioni hanno tutte dei suoni molto puliti e curati, vicini a un gusto più internazionale che italiano, dove in genere si preferisce una produzione più sporca e “lo-fi”. Come seguite le vostre band? Le accompagnate fin dall’entrata in studio di registrazione o preferite ricevere già un prodotto finito?

[Alex] Antigony fin dal principio ha sempre avuto un’impronta internazionale che di conseguenza ci ha portato e fare determinate scelte a livello di suoni. Fino ad ora le band con cui abbiamo collaborato ci han consegnato il disco quasi finito quindi non abbiamo inciso molto da questo punto di vista. Siamo però molto soddisfatti di aver sempre avuto materiale qualitativamente molto curato con suoni eccellenti che rispecchiassero la nostra filosofia. In futuro ci piacerebbe seguire il tutto anche nelle fasi di registrazione, mix e master oltre che nella scelta dello studio visto che dopo anni di esperienza nel settore possiamo sicuramente dare qualcosa in più al fine di ottenere un ottimo risultato.


Cosa ne pensate della media delle produzioni italiane? Quali sono le etichette che secondo voi stanno facendo un buon lavoro?

[Alex] Nonostante l’Italia non sia una grossa nazione devo dire che ci sono tantissime uscite e c’è molto fermento tra le band, le webzine e gli addetti ai lavori. Questa cosa è molto positiva e sicuramente va a vantaggio di tutti. Tra le etichette che ci piacciono ci sono sicuramente: To Lose La Track, NoReason Records, FCE Records, Indelirium Records, Epidemic Records, per citarne alcune, ma tante altre stanno facendo un buon lavoro per la cosiddetta scena italiana.

Oltre ad essere etichetta siete anche agenzia booking che organizza date e tour sia in Italia che all’estero. Qual è la differenza fra organizzarle all’interno dei confini e fuori? Ci sono aspetti profondamente differenti?

[Francesco] Come succede un po’ per tutto, ogni paese ha il proprio modo di lavorare e rispondere alle proposte che quotidianamente facciamo ma di base non ci sono tantissime differenze. Tutto sta nell’essere gentili ed educati col prossimo al fine di instaurare un rapporto di fiducia che poi si trasforma in collaborazione fidelizzata. L’unica cosa è che all’estero la figura dell’agenzia booking ma soprattutto dell’agente di una band viene considerata in maniera più professionale, mentre qui in Italia spesso si tende a saltare questa figura per parlare direttamente con la band. Come dico sempre, la band deve solo suonare, al resto pensiamo noi.

Nel 2017 avete anche organizzato il vostro primo festival, Hear the Change Festival, sulla scia di eventi ormai consolidati a tema post-rock come il Dunk Festival e L’ArcTanGent. È stata una grande scommessa portare sul territorio italiano una formula simile e per organizzarla praticamente da soli ci vuole del coraggio.

Com’è andata? Avete intenzione di ripetere l’esperienza a magari di ampliarla?

[Francesco] Intanto ti ringraziamo per aver collegato il nostro festival a due dei più grandi nomi a livello Europeo. Sin da subito era nostra intenzione fare un festival simile a quelli che hai citato anche qui in Italia e l’Hear The Change Festival è stato il punto di partenza. È stata una grossa scommessa infatti dal punto di vista economico è stato un investimento. Dal punto di vista musicale invece avere tutte quelle band lo stesso giorno sullo stesso palco è stato qualcosa di unico in Italia, infatti il livello delle band è stato molto alto per essere la prima edizione e sappiamo che il pubblico ha gradito tantissimo. Siamo già al lavoro per una seconda edizione che a breve prenderà forma infatti molto presto inizieremo con degli annunci.


Cosa ne pensate della situazione dei festival estivi italiani?

[Francesco] In Italia ci sono sempre state belle situazioni sia in ambito Metal che Rock. Purtroppo da qualche anno a questa parte la quantità di festival estivi ha raggiunto un numero esagerato frastagliando di conseguenza la partecipazione. In più siamo spesso abituati a fare paragoni con grossi festival europei ed inevitabilmente, per tanti aspetti organizzativi, burocratici ed economici, siamo ancora un passo dietro che però il più delle volte non è dovuto dagli addetti ai lavori (organizzatori e band in primis).

La mia impressione è che negli ultimi tempi i locali e i circoli italiani siano sempre più un circuito chiuso, in stretto rapporto con le booking agency e senza o con pochissimo spazio di manovra per le band che non si affidano a strutture organizzate. Questo da un lato può essere un vantaggio, ma dall’altro può impoverire la varietà dell’offerta e l’ingresso di nuove band nel “giro”. Cosa ne pensate a riguardo? Il tanto agognato e citato “ricambio generazionale” nelle band di stampo indie/rock può essere anche frenato da questo sistema?

[Francesco] Purtroppo i locali e i circoli ricevono tantissime proposte dalle band e immagino per loro risulti difficile non solo accontentarli ma anche rispondere alle singole mail.

Lavorando invece con agenzie oltre ad avere una programmazione ben definita e chiara sanno sicuramente di avere a che fare con gente del mestiere e quindi tendono a fidarsi di più visto che spesso le band che si propongono si limitano a chiudere la data senza poi fare la cosa più importante: la promozione! È normale che un locale preferisce affidare i suoi soldi ad un evento ben promosso, penso non faccia piacere a nessun buttar via soldi inutilmente anche perché i locali danno delle importanti possibilità alle band che spesso le band non capiscono o danno per scontato pensando solamente ai soldi. Il nostro modo di aiutare le band che cercano date e che ci contattano è quello di inserirle dove possibile come supporto ai tour che organizziamo e spesso grazie a questo che decidiamo di collaborarci.

Quali sono i prossimi progetti? Avete in cantiere qualche nuova band o evento particolare?

[Alex] Intanto è appena uscito il nuovo singolo dei Moderntears’ “I’m Leaving” mentre a Marzo uscirà il disco dei Let Them Fall “Wolftales” e lo consiglio a tutti gli amanti del Metalcore di ultima generazione. Per il futuro siamo a lavoro con le nostre band e continuamente in contatto con nuove. Come c’è stato l’Hear The Change Festival per dare spazio al Post-Rock prima o poi faremo sicuramente un festival a nome Antigony con la parte Metal del nostro roster, diciamo sarà più un party tra amici…visto che di festival metal in Italia ne abbiamo abbondantemente.

http://www.diysco.com/profile/antigony-records/\