MOOD: ovvero come essere un duo e sembrare in quattro…

MOOD: ovvero come essere un duo e sembrare in quattro…

La prima volta che vi ho visti dal vivo è stata alla scorsa edizione del festival del Lato B di Finale Emilia. Inizierò elogiandovi, per poi farvi una serie di domande abbastanza noiose. Al primo attacco di chitarra e batteria ho pensato… “…e questi?”… vi ho ascoltati bene, e nello stomaco ho cominciato a sentire un nodo malinconico, pensando a quando avevo 18 anni e suonavo con la stessa vostra cattiveria. Più vi ascoltavo e più però capivo che a differenza mia voi sapete già suonare bene nonostante la giovane età. Non vi rifugiate nella velocità per sfuggire ai doveri della tecnica e dell’incastro tra gli elementi. Anzi, fate un gran numero di cose complicate. La batteria è sempre difficile, tecnica, mentre la chitarra, per evitare di farvi diventare un duo di giovani virtuosi spocchiosi, spalma sul tutto una dose di melodia che rende i pezzi facilmente apprezzabili, con dei riff che rimangono in testa e che a secondo ascolto ti accorgi esserti entrati in memoria dalla volta precedente. 
Insomma mi pare che ci siate, ma non vorrei che vi montaste la testa anzitempo, quindi passo alle domande noiose.


Quando avete iniziato a suonare insieme? Cos’è che in questi tempi difficili per il live vi ha convinti che valesse la pena spendere i vostri weekend in giro per i locali italiani a suonare?

Abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2010 all’età di 13 anni.
Quello che più ci ha spinto su questa strada è la voglia di fare, di suonare il più possibile, di uscire dal nostro paesello di provincia e visitare posti nuovi soltanto grazie alla musica.
E’ stato anche il fatto di ritrovarsi in questa situazione difficile per il live, a spingerci ancora di più a provare a fare qualcosa che ci rendesse felici, come registrare un disco oppure spendere qualche weekend in giro a suonare.


Cosa fate oltre a suonare?


Francesco lavora presso uno studio di geometra , io (Daniele) sto finendo l’ultimo anno di scuola alle superiori.


So da dove venite geograficamente parlando, e posso immaginare alcuni dei gruppi italiani che possono più o meno avervi influenzati. Ditemi però il nome di una band italiana che vi piace e che non mi aspetto.. un nome outsider che vi esalta particolarmente soprattutto live…


Ci emozionano molto dal vivo i Massimo Volume e Giardini di Mirò.



Quali son stati i primi dischi che in assoluto vi hanno fatti avvicinare al rock? Quei dischi sui quali magari provavate a suonare o fare cover. Senza vergogna eh, vale tutto… per mettervi a vostro agio vi dico che per me son stati i primi dischi dei Blink182 e dei Green Day quando avevo 13 anni…


Dai Blink182 e Green Day ci siamo passati anche noi, ma aggiungiamo Meteora – Linkin Park, Nevermind – Nirvana, Sultans of Swing – Dire Staits


La cosa che trovo più difficile per un duo è quella di riuscire a creare tanti album senza rischiare di diventare ripetitivi nel tempo. Vi siete già posti il problema? Se doveste mai aggiungere strumenti al vostro set, quali aggiungereste? Magari lo state già facendo…


Avendo fatto un solo disco finora è la prima volta che ci poniamo il problema, quando scriviamo pezzi nuovi cerchiamo di evitare di soffermarci su questo tipo di problemi che potrebbero ostacolare la buon fuoriuscita del pezzo. Ci piace quando la musica viene fuori in modo naturale senza costrizioni. Al momento non sentiamo il bisogno di aggiungere altri strumenti anche se sappiamo che potrebbe essere una buona idea, già in molti ci hanno consigliato di aggiungere un basso ma a noi sinceramente piace troppo questa formazione e quello che riusciamo a creare usando solo due figure.


Sapere che buona parte dei vostri estimatori siano persone over 30 e 40 cosa vi fa pensare?


Di questo fatto ce ne siamo resi conto con il tempo ai concerti.
Ci fa pensare che siamo sulla buona strada, che la musica che facciamo è apprezzata da gente colta in termini di musica e questo ci rende molto felici.


Chiudiamo con una domanda “bellissima” un po’ in stile “Assessorato alle Politiche Giovanili”.
Secondo voi cosa serve ai gruppi della nuova generazione che come voi dedicano parecchio tempo/passione alla musica live? Certo, le date, ma intendo anche sotto altri punti di vista, pi˘ riferiti all’aspetto della promozione, delle opportunit‡ di fare rete tra band di aree diverse. Chiaramente se rispondete “DIYSCO” metteremo il vostro prossimo album in heavy rotation per un anno.

DIYSCO!Secondo noi a una giovane band come la nostra serve molto suonare insieme, inquadrandosi bene su quello che si vuole fare e poi soltanto dopo provare a promuovere il proprio progetto suonando in giro utilizzando anche le nuove tecnologie ormai fondamentali per divulgare la propria musica in giro.
Creare delle reti tra band, tra le persone, è fondamentale per portare avanti nel miglior modo il progetto.


Ciao, grazie.


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