Da una piccola frazione può nascere un festival (dal cuore) grande - Sound Vito

Da una piccola frazione può nascere un festival (dal cuore) grande - Sound Vito

Il progetto “ SOUND VITO ” nasce nel 2002 dalla volontà di creare, nella piccola frazione di San Vito nel comune di Legnago, un punto di riferimento per tutti i giovani appassionati di musica nella bassa veronese e una vetrina per le band musicali della zona.

Dal 2002 a oggi, grazie al lavoro dell'associazione, il palco di Sound Vito ha dato la possibilità alle band e gli artisti emergenti della zona di esibirsi al fianco di artisti di fama nazionale e internazionale come Buzzcocks, Tre Allegri Ragazzi Morti, Punkreas, Linea 77 e Bud Spencer Blues Explosion. Quest'anno, headliner della manifestazione che si terrà l'1,2,3 giugno, saranno i Fast Animals and Slow Kids e i Derozer.

Abbiamo intervistato gli organizzatori per farci raccontare la storia e le motivazioni che rendono possibile ogni anno un evento di questo tipo, partito dal basso e supportato dal lavoro di un sacco di giovani volontari.

Ciao. Per iniziare vi chiedo di farci una breve panoramica sul festival raccontandoci quando avete deciso di dargli vita e quale gruppo di lavoro sta dietro alla organizzazione e con quali ruoli.
Ciao! Dunque, tutto è cominciato nel 2002: eravamo un gruppo di amici che desiderava creare un festival estivo gratuito per far suonare i gruppi emergenti della zona. Volevamo fare qualcosa di nuovo per far sentire la nostra voce, per dare un po’ di vita alla nostra frazione che non aveva nulla da offrirci. Siamo partiti così, senza troppo pensare al futuro, convinti che dovevamo rimboccarci le maniche in prima persona per quello in cui credevamo e veramente non avevamo la benché minima idea di quello che sarebbe potuto diventare nel corso degli anni il nostro progetto. Sta di fatto che in poco tempo ci siamo ritrovati sul palco artisti di fama nazionale ed internazionale: Tre Allegri Ragazzi Morti, Bud Spencer Blues Explosion, Buzzcocks… giusto per fare qualche nome. E la cosa ancora più importante è che da un semplice gruppo di amici siamo diventati un’associazione culturale no-profit, l’Ass. Sound Vito appunto, composta da più di trenta persone, dai 18 anni in su, provenienti non solo dal comune di Legnago, dove si svolge il festival, ma anche dalle zone limitrofe. E questo forse è il nostro più grande successo: l’aver saputo attirare e accogliere negli anni sempre più persone in questo progetto.

Avete portato in una piccola frazione come San Vito alcuni dei nomi più importanti della musica italiana degli ultimi 15 anni. Com’è stata la risposta da parte del pubblico locale? Mi riferisco in particolare alle persone che non necessariamente seguono il panorama musicale indipendente. Pensate di aver contribuito in un certo senso a creare una certa cultura musicale nei più giovani?
Certamente ci abbiamo provato e tutt’oggi ci impegniamo perché arrivi nella nostra piccola frazione il meglio del panorama musicale indipendente, nonostante tutte le difficoltà del caso. Vogliamo offrire al nostro pubblico line-up interessanti e vogliamo anche provare a stupire intercettando nuove tendenze. Siamo convinti che un’offerta quanto più varia sia fondamentale per avvicinare più persone possibile alla musica indipendente. Per quanto riguarda la risposta del pubblico, siamo convinti che sia l’afflusso costante e sempre in crescita di giovani all’evento a dimostrarci che vale la pena fare tutto quello che stiamo facendo. Confesso che è sempre un’emozione, nel trambusto di tutto quello che compete a noi organizzatori durante l’evento, fermarsi un attimo e rendersi conto del mare di persone che stanno davanti al palco. Momenti che ripagano di tutte le difficoltà che incontriamo nei mesi di preparazione.

Parlando di aneddoti… quali sono (se ci son state) le difficoltà tecniche/organizzative più grandi alle quali avete dovuto far fronte in questi anni?
Chiaramente di difficoltà tecniche e organizzative ne abbiamo viste di tutti i colori in quindici anni, potremmo scrivere un libro!! Un aneddoto indimenticabile (che ancora ci fa tremare all’idea possa succedere nuovamente) riguarda la precedente edizione. Diciamo che siamo sempre stati fortunati per quanto riguarda il tempo atmosferico, ma l’anno scorso, invece, abbiamo dovuto fare i conti con la pioggia. Siamo stati letteralmente tormentati ogni sera da nubifragi appena prima delle esibizioni o subito dopo, cose da non credere. Eravamo tutti scossi e preoccupati, non sapevamo come procedere, dovevamo improvvisare in base a quello che succedeva. La cosa però ci ha fatto sentire ancora più uniti come gruppo: nessuno ha mollato, anzi! Ecco, ed ora chiudo l’argomento con un bel gesto scaramantico…

Ci sono altri festival nella zona con i quali sentite di avere una certa condivisione di intenti o semplicemente che vi sentite di consigliare al pubblico?
Ci sono tantissime belle realtà nelle nostre zone. Il festival, a mio avviso, sta diventando il nuovo modo dei giovani per sentirsi parte di un progetto, per fare qualcosa di utile alla comunità che sia piccola o grande. Nel corso degli anni ne abbiamo visti nascere tantissimi, e sono la testimonianza di una generazione che vuole darsi da fare e che fa della musica e della cultura degli aggreganti sociali. Nomi che vorrei citare in questa intervista, senza togliere niente a nessuno, sono lo Sherwood a Padova, e l’Home a Treviso. Ma cito anche il Festival delle Basse, un tre giorni di musica ed eventi collaterali in mezzo alla natura che quest’anno sarà ad Este (PD), e Il Goose Festival a Zevio (VR). Ma pure il Lumen a Vicenza e Suoni di Marca sempre a Treviso. Insomma, il panorama è vastissimo.

Qual è tra tutti il live di questi anni che considerate indimenticabile? Perché?
A essere sinceri, siamo affezionati a tutti i nostri i live, ogni edizione ci sembra indimenticabile. Uno dei più particolari sicuramente è stato quello dei Tre Allegri Ragazzi Morti nel 2015, quando sono ritornati sul nostro palco dopo quasi dieci anni, seguiti dalla Abbey Town Jazz Orchestra – c’era addirittura un pianoforte a coda sul nostro palco! È stata un’emozione incredibile… Quelle canzoni, manifesto della nostra generazione, riportate sulle scene in una nuova feste più “classica”, diciamo così, ci hanno fatto respirare qualcosa di magico. Ci hanno fatto rivivere il sogno di quando ancora adolescenti volevamo cambiare le cose. Ma non posso non citare i leggendari Buzzcocks, un live storico, davvero! Vedere quei fenomeni, che hanno fatto la storia del Punk, ci ha fatto quasi ritornare indietro nel tempo alla Londra dei Sex Pistols… è tutto succedeva proprio lì a San Vito, la nostra piccola frazione. Impagabile!

Parlando di numeri, un festival come il vostro quante persone può coinvolgere?
Beh, come organizzatori e staff saremo circa una sessantina di persone; la nostra filosofia è che più siamo meglio è. Per quanto riguarda il pubblico nel corso degli anni abbiamo visto crescere costantemente il numero dei partecipanti all’evento. Con soddisfazione possiamo dire che siamo arrivati alla soglia delle 6000 mila presenze e speriamo che, supportati dalle realtà locali, in primis il Comune di Legnago e la Consulta dei Giovani, potremo vedere questo numero crescere ancor di più quest’anno.

Per concludere… nel nostro progetto abbiamo dato parecchia importanza all’idea del supporto della propria scena locale. Che tipo di supporto date e ricevete in questo senso? C’è sinergia tra musicisti e organizzatori? Si può migliorare in qualche aspetto?
Direi che sinergia ce n’è e, per quanto mi riguarda, è la cosa più importante che deve scattare tra noi e i musicisti. Forse siamo stati degli incoscienti nel corso degli anni ma, abbiamo sempre cercato di scegliere cose che piacessero anche a noi dell’Associazione. Questa genuinità credo ci abbia agevolato e non poco nei rapporti. Chiaramente non è sempre facile, siamo tante teste, ma possiamo dire che negli anni abbiamo collezionato tantissimi bei ricordi e che la maggior parte degli artisti che si sono esibiti sul nostro palco ha maturato una certa stima nei confronti del nostro progetto, anche per l’attenzione che diamo alle realtà locali ed emergenti. Abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio e vogliamo continuare in questa direzione. Non solo si può, ma si deve sempre cercare di migliorare!

Grazie, ci vediamo al festival!

Su DIYSCO:http://www.diysco.com/profile/sound-vito/
Sito ufficiale: http://www.soundvito.com/


Foto: Francesca Castiglioni