Summer is Mine Festival: un incendio non ferma la musica - (sostieni il crowdfunding)

Summer is Mine Festival: un incendio non ferma la musica - (sostieni il crowdfunding)

L'anno scorso abbiamo dato spazio a un festival sardo non ancora conosciutissimo a livello nazionale, ma che nel suo ambito cerca di fare qualcosa di veramente importante, dando spazio ad artisti e band dell’isola e affiancandoli ad alcuni tra i più importanti nomi del panorama indie del continente.

Grande attenzione alla line up, al territorio in cui si svolge, ai rapporti con la cittadinanza e le istituzioni, alla qualità di cibo e all’offerta dell’area market. Il Summer is Mine cerca sempre (e ci riesce) di fare le cose al meglio, in una zona che dal punto di vista degli eventi musicali purtroppo non ha ancora moltissimo da offrire.

Quest’anno tutto sembrava andare per il meglio, verso un’edizione ancora più curata dell’ultima, con un cambio di location importante, da Carbonia a Iglesias. Ma a pochi giorni dall’evento un incendio ha devastato tutta l’area, con ingenti danni per la popolazione, per il bestiame e per alcuni fabbricati.


Quando si legge di fatti gravi come incendi o alluvioni, se non siamo coinvolti direttamente, la nostra mente tende a vederli come fatti lontani, cose che si vedono nei telegiornali o si leggono sui giornali. Ma spesso, vista la loro presenza capillare sul territorio, i piccoli festival sono coinvolti in questi disastri, grandi o piccoli che siano. È capitato al Disintegrate Your Ignorance l’anno scorso, dove il maltempo ha devastato l’area concerti all’aperto, alla Festa del Ringraziamento di Finale Emilia due anni fa, dove una tromba d’aria ha quasi compromesso il festival, danneggiando la strumentazione e creando anche grossi rischi per l’incolumità delle persone coinvolte. Di eventi del genere ce ne sono ogni anno purtroppo e quest’anno gli incendi sono un grandissimo problema. In tutte queste occasioni però si è vista la voglia di reagire insieme e di aiutare a rimettere le cose a posto nel più breve tempo possibile per poter portare a termine il lavoro di quasi un anno. In questo il Summer is Mine è stato esemplare.

Abbiamo voluto farci raccontare un po’ come sono andate le cose, per capire, ma anche per dare un supporto al festival che avrà luogo il 28 e 29 luglio alla Palestra N.2 a Iglesias e vedrà coinvolti nomi come Giungla, Niagara, His Clancyness, Moti Mo, Solki, Quercia, Sabbia e molti altri.


È in corso un crowfunding per sostenere il festival che, essendo gratuito, non ha introiti dalla vendita dei biglietti ma dà la possibilità a chiunque voglia assistere ai concerti di farlo in tutta libertà, potendo coinvolgere anche chi normalmente non frequenta manifestazioni di questo tipo. Se volete dare una mano al Summer is Mine contribuite dal pulsante di Produzioni dal Basso che vedete qui sotto...


Ci potete raccontare un po’ come sono andate le cose?
Come nel peggiore degli incubi. La mattina in cui è partito tutto, noi eravamo proprio lì con dei tecnici per un sopralluogo: stavamo definendo le ultime cose, dove sarebbero stati posizionati i gazebo, il chiosco, la mostra. Eravamo ai dettagli, insomma. Dopo pochissime ore, si è scatenato l’inferno: canadair che facevano la spola dai vicini bacini idrici, elicotteri che sorvolavano la zona, strade bloccate e case evacuate.

Che danni ha provocato l’incendio?
Le fiamme hanno distrutto in circa dieci ore quasi trecento ettari di vegetazione, andando a lambire abitazioni (molte le case evacuate in quei giorni), auto e provocando la morte di molti animali. Anche il secondo piano della Villa Belvedere, la struttura che domina Monteponi e in cui sono custoditi archivi storici della Miniera omonima sono stati investiti dal fuoco, subendo per fortuna danni superficiali.

Qual è stato il vostro primo pensiero quando avete saputo che l’area dei concerti sarebbe stata inagibile?
È stata di smarrimento sicuramente, ma eravamo perfettamente consci che non si sarebbe potuto fare altrimenti, l’aria è irrespirabile tuttora ed è passato quasi un mese dall’incendio. La cosa successiva è stata quella di incontrare i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Iglesias e trovare una location che potesse ospitarci. Dopo alcuni sopralluoghi, purtroppo infruttuosi, la scelta è ricaduta sugli spazi della Ex- Scuola Media N.2, che ci permette di svolgere il festival in tutta la sua interezza, senza perdere nulla del progetto iniziale. Il posto, poi, è gestito magistralmente dai ragazzi della ENNE2, associazione iglesiente che organizza da anni l’N2WEEK, manifestazione che unisce musica, ballo e sport e che si terrà pochi giorni dopo il Summer Is Mine. I ragazzi della ENNE2, come quelli del Fireone di Carbonia, sono fantastici esempi di associazionismo, che lavorano duro per fare cultura e per cercare di tirare fuori qualcosa da questo posto brullo dimenticato da Dio.

Credete che rimanere a Iglesias e nonostante tutto impegnarsi a fare il festival sia un bel messaggio per i cittadini?
Lo pensiamo fortemente. Speriamo che il festival sia un modo anche per reagire a tutta la sfortuna delle ultime settimane, ma la città è forte e lo sta dimostrando partecipando con entusiamo ai molti eventi organizzati in città.


Il vostro rapporto con la vostra terra è stato sempre fondamentale, in questa edizione ci saranno anche dei talk sulla salvaguardia del patrimonio minerario, un festival quindi può essere d’aiuto anche alla salvaguardia del territorio?
Crediamo fortemente che un festival o qualsiasi manifestazione culturale, abbia l’obbligo oltre che educare e incuriosire, anche di sensibilizzae il pubblico. Proprio per questo motivo, quest’anno abbiamo deciso di contattare le ragazze e i ragazzi di Save The Industrial Heritage, che parleranno nella due giorni iglesiente di valorizzazione del territorio e del patrimonio minerario del Sulcis Iglesiente. Sarà allestita anche una mostra che si chiama Wasteland, dedicata proprio alle miniere che caratterizzano la nostra zona.

Quest’anno è un’edizione molto importante per voi, in cui avete riunito una line up davvero interessante, volete descriverci brevemente i vari artisti e band coinvolte e dirci perché bisogna venire al Summer is Mine?
Diciamo che è l’edizione più importante di quelle fatte finora: è la quinta, è quella che che ci vede per la prima volta in una città diversa da quella che ci ha ospitato fino alla scorsa puntata ed è la prima in cui inseriamo un evento extra musicale in programmazione. Bisogna venire al Summer Is Mine per diversi motivi: perché si mangia e si beve bene, anzi benissimo; perché si possono vedere delle band che non passano spesso o addirittura quasi mai dalle nostre parti (Giungla e Niagara sono in esclusiva sarda per esempio, o His Clancyness e Solki che passano veramente pochissimo) e perché dove lo si trova un festival con tutte ste belle cose e a costo zero?